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La storia si rinnova in chiave high-tech al Castello di Leeds

• 11:19 AM • Da Juliana Gilling

Un sito storico ospita il primo incontro al mondo con una regina generata dall’intelligenza artificiale

leeds castle ai queen presentation

Incontrare una regina è un evento raro. Incontrarne una morta sette secoli fa dovrebbe essere impossibile. Ma al Castello di Leeds, nel Kent, in Inghilterra, i visitatori possono ora conversare con un avatar basato sull’intelligenza artificiale che raffigura Eleonora di Castiglia, la sovrana medievale che un tempo fece di quel castello la sua dimora reale.

“Un’udienza con Eleonora” è il gran finale di una nuova mostra, “Pilgrimage of Love: Eleonora di Castiglia”, che resterà aperta fino al 1° novembre. Questa installazione interattiva getta nuova luce sulla regina d’Inghilterra del XIII secolo e sulla prima donna proprietaria del Castello di Leeds.

Il progetto rappresenta un passo significativo per un settore del patrimonio culturale che tradizionalmente ha affrontato le tecnologie emergenti con cautela. Il team che ha ideato l’esperienza sottolinea che l’avatar basato sull’intelligenza artificiale integra — anziché sostituire — la tradizionale interpretazione storica.

«Stiamo portando le persone dall’ascolto passivo alla partecipazione attiva», afferma Kelly Boosey, responsabile dello sviluppo commerciale per il Regno Unito e l’Europa presso SKC Studios, la cui piattaforma di IA conversazionale, denominata 1956 Individuals, supporta la mostra.   

Ricreare un personaggio storico richiede un equilibrio tra innovazione e autenticità storica. I membri del team hanno operato una serie di scelte ponderate. Dovevano comprendere i rischi e garantire che le risposte dell’avatar fossero appropriate e radicate nell’accuratezza storica.

I visitatori iniziano il loro viaggio nella vita di Eleonora in una mostra frutto di ricerche meticolose. L’avatar in IA a grandezza naturale si trova nella cappella del castello, creando uno spazio dedicato in cui i visitatori possono interagire con Eleonora dopo aver esplorato la sua storia.

È degno di nota il fatto che il punto di partenza del team non sia mai stato come utilizzare l’IA. L’attenzione si è concentrata sulla creazione di un’esperienza che approfondisse la comprensione dei visitatori riguardo a Eleonora e al suo ruolo nella storia. «La storia di Eleonora doveva essere riportata in vita. La sfida era come umanizzare una persona morta più di 700 anni fa», spiega la dott.ssa Dominique Bouchard, che ha fatto parte del team di progetto mentre lavorava come direttrice del patrimonio e del coinvolgimento presso il Castello di Leeds. Il team si è concentrato su ciò che il personaggio avrebbe dovuto sapere, provare e ricordare.

«I musei sono istituzioni avverse al rischio e che godono di fiducia», continua la dottoressa Bouchard.

Invitare i visitatori a parlare con un avatar basato sull’intelligenza artificiale ha sollevato diverse domande per il team. E se dicesse qualcosa di sbagliato? E se la sua voce non suonasse giusta? L’avatar dovrebbe utilizzare solo contenuti approvati o dovrebbe navigare liberamente su Internet?

Anziché confinare la versione AI di Eleonora in «un giardino recintato di contenuti», il Castello di Leeds consente conversazioni più ampie e non prestabilite, pur progettando con cura l’esperienza. «Valorizzate le competenze che i vostri visitatori portano con sé: sanno cosa li interessa e perché. Il potere di un’IA conversazionale come l’avatar di Eleonora di Castiglia sta nel fatto che le abbiamo dato la capacità di rispondere a qualsiasi domanda le venga posta», afferma il dottor Bouchard.

La regina affronta argomenti di ampio respiro, eludendo al contempo le questioni spinose con frasi del tipo: «È meglio che dedichi la mia attenzione al mio tempo piuttosto che alle vostre controversie».

L’avatar IA è consapevole di ciò che la circonda, riconosce di trovarsi all’interno del Castello di Leeds e sa quando i visitatori le si avvicinano. È multilingue e parla con autorevolezza regale. «È molto impaziente — alcuni direbbero scortese», afferma il dottor Bouchard.

Il sistema rileva se i visitatori sono adulti o bambini tramite il riconoscimento video. La mostra non memorizza alcuna informazione visiva o uditiva, ma salva le trascrizioni delle conversazioni.

«Qualità ed etica vanno di pari passo con questa tecnologia. La falsa autorità è il rischio etico più grande. Anche quando le prove sono scarse, un’IA può sembrare sicura di sé, specialmente se si presenta sotto le spoglie di un personaggio storico; per questo abbiamo mantenuto una solida base accademica al centro dell’esperienza e informato i visitatori sulle sue potenzialità e sui suoi limiti», afferma la dottoressa Bouchard. «Lei sa di essere un’IA. Non stiamo cercando di ingannare nessuno e di far finta che qualcosa sia reale quando non lo è. Questo è un gioco, non un insegnante di storia».

Uno degli insegnamenti chiave del progetto, secondo la dott.ssa Bouchard, è che «non si fa mai troppo testing». Cinque mesi di test, di cui due sul posto, hanno garantito un’esperienza fluida e intuitiva sia per il personale che per i visitatori.

«La stragrande maggioranza dei nostri visitatori ha apprezzato moltissimo l’esperienza. Avere un’IA davvero in grado di dialogare, che rispondeva a qualsiasi domanda in tempo reale, è stato entusiasmante, e la personalità unica e l’avatar incredibilmente dettagliato creato da un artista hanno fatto sì che l’esperienza risultasse al tempo stesso familiare e umana», conclude la dottoressa Bouchard. 

 

leeds-castle.com

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Juliana Gilling

Juliana, redattrice collaboratrice di Funworld, ha iniziato a occuparsi dell'industria globale delle attrazioni nel 1994. Si occupa di persone, progetti e aggiunte innovative per Funworld e IAAPA News Hub. Juliana vive nel Regno Unito, dove gestisce un'attività di scrittura freelance. Collegatevi con lei su LinkedIn.

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